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giovedì 4 ottobre 2012

Una foglia di fico caduta dall'albero


Questa è la storia di un albero di fico. Dell'albero che più precisamente vive nel mio giardino e che ogni anno ci regala i suoi frutti squisiti mentre ci fa riposare all'ombra dei suoi grandi rami fino a che cade ogni anno anche l'ultima foglia.
Ogni anno la stessa storia, per circa due settimane come un'acrobata del circo devo arrampicarmi per raccogliere i frutti e che dispiacere quando mi cadono a terra e un tonfo sordo mi annuncia la loro distruzione..
Quelle due settimane intense di raccolta sono sempre una sfida: passo intere giornate a mangiare solo fichi, con un regime alimentare che definire noioso sarebbe dir poco, non fosse che attendo quei giorni fin da quando, nei primi giorni di primavera, vedo spuntare dai rami spogli dei timidi frutti.
Mi impegno ma spesso l'albero maestoso mi sconfigge: ecco allora che non mi resta che dedicare un sonnolento pomeriggio estivo alla preparazione della marmellata che custodita gelosamente in piccoli barattoli di vetro saprà regalarmi degli assaggi d'estate e che, grazie al suo colore ambrato, illuminerà anche la più piovosa mattina d'inverno.



Marmellata di Fichi

Ingredienti:
1 kg di fichi
800 gr fruttosio (la ricetta originale prevede 1 kg di zucchero)
1 limone (meglio se biologico visto che se ne deve utilizzare la buccia)


Lavare i fichi, sbucciarli e tagliarli in pezzi per poi metteri in una casseruola capiente insieme al succo del limone spremuto e alla buccia grattuggiata. 
Cuocere i fichi fino a chè non avranno raggiunto la consistenza di una purea e a quel punto aggiungere il fruttosio e lasciare cuocere per almeno altri 20/25 minuti (ricordatevi di rimestare spesso!), fino a che non avrà raggiunto la giusta consistenza.
Versare la marmellata ancora calda nei vasetti sterilizzati, chiuderli bene e capovolgerli per creare il sottovuoto. Conservare al buio fino al momento dell'utilizzo.


Girelle di frolla alla marmellata di fichi:

E dopo la ricetta della marmellata una piccola idea veloce su come utilizzarla.
Preparate della pasta frolla, stendetela sottile e ricavate delle strisce su cui spalmerete un sottile strato di marmellata. Arrotolate le strisce su sè stesse e infornate a 180° per circa 15/18 minuti.
Ottime con una tazza di thè... Irresistibili se fuori piove ed è domenica pomeriggio... 

N.B. le immagini sono tratte da pinterest, tranne quella delle girelle di marmellata di fichi che proviene direttamente dalla mia cucina.

mercoledì 3 ottobre 2012

Il Bicerin

Piccolo approfondimento storico sul Bicerin (il "bicchierino") perchè, per utilizzare le parole di Alexandre Dumas (padre) "Parmi les belles et bonnes choses remarquées à Turin, je n'oublierai jamais le bicerin, sorte d'excellente boisson composée de café, de lait et de chocolat, qu'on sert dans tout les cafés, à un prix relativement très bas".
Questa storica bevanda è il frutto dell'evoluzione  della bavareisa, una bevanda di gran moda nel fine settecento che veniva servita in grossi bicchieri: era composta di caffè, cioccolato, latte miscelati tra loro con una melassa di zucchero. Divenne così famoso che alla fine dell'Ottocento era la bevanda classica di Torino per la prima colazione, tanto che veniva servito inderogabilmente entro mezzogiorno.
Il rituale del nuovo bicerin prevedeva che i tre ingredienti fossero serviti separatamente. Inizialmente erano previste tre varianti: pur e fiur (l’odierno cappuccino), pur e barba (caffè e cioccolato), stissa (cioè con un supplemento di uno dei tre ingredienti), e
’n poc ’d tut (ovvero un pò di tutto). È stata quest’ultima formula ad avere più successo e a prevalere sulle altre.

Oggi è possibile riproporlo anche a casa, essendo composto da tre ingredienti semplice come caffè, latte e cioccolato che vanno serviti in tre bicchierini di vetro separati, sempre caldissimi. Il segreto del successo di questa bevanda è il fatto che si possono mescolare i tre componenti secondo il proprio gusto, creando così la propria versione del bicerin.
Nella versione tradizionale ogni bicerin veniva servito con una apposita "cagnetta", ovvero con un cestello composto da dodici pani dolci da intingere nella bevanda calda anche se più spesso era servito con quattordici Bagnati, ovvero delle paste a scelta del cliente, tutte ugualmente squisite.
Se volete stupire i vostri ospiti preparate dei biscotti a base di frolla, che sono sicura si accompagneranno perfettamente al bicerin, magari serviti su piccoli vassoi monoporzione.

lunedì 17 settembre 2012

Voglia di autunno

Il primo freddo, tanto agognato perchè si, amo l'autunno, i suoi colori, quel primo freddo che ti si insinua addosso e ti fa venire voglia di tirare subito fuori dall'armadio la tua sciarpa preferita in attesa di poter indossare quel morbido cappellino di lana che mi guarda triste e sconsolato da mesi, mi fa subito venire voglia di un dolcetto da accompagnare alla prima tazza di tè fumante.
Ecco allora una ricetta che dire semplice è dire poco, una ricetta che sa però ancora di estate grazie alla presenza delle pesche. Insomma un ultimo omaggio all'estate che sta finendo. Per dare il benvenuto all'autunno ci sarà tempo, ci saranno altri ingredienti, altre voglie, altri profumi, altre foglie cadute per terra.


SFOGLIETTE DI PESCA E NOCI
Ingredienti
Pasta sfoglia rettangolare
1 pesca noce
noci 
zucchero burro

Affettare la pesca in fettine piuttosto sottili. Stendere la pasta sfoglia e con una rotella tagliapasta suddividerla in otto rettangoli. Spennellare con del burro fuso e spargere un po' di zucchero su tutta la superficie. Dividere le fettine di pesca nei vari rettangoli, aggiungere i pezzettini di noce, ancora un po' di zucchero e infornare per 15/20 minuti nel forno a 180° gradi.
Preparare il tè e magari un buon libro, che è sempre un ottimo accompagnamento a qualunque momento della giornata.