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venerdì 22 marzo 2013

Se vuoi fare il figo usa il riso. La masterclass di Carlo Cracco


Grazie alla collaborazione con il Corriere della Sera, Cibo a Regola d'Arte
ha regalato a noi appasionati di cucina la possibilità di assistere ad una masterclass
con Carlo Cracco
il cui titolo riprende quello del suo libro (già alla 13° ristampa!),
una lezione di più di un'ora incentrata sul riso.
Dopo una spiegazione sulle differenze tra il Vialone Nano (di origine veneta) e il Carnaroli (di origine lombarda), Carlo e il suo assistente hanno cucinato dei piatti davanti alla platea
rapita dal suo fascino (e dalla sua simpatia che prevale sull'aspetto "patinato").
Cominciando da delle sfoglie di riso fritte (le uniche che mi è venuta voglia di provare a replicare)
sono passati da un risotto con polvere di lenticchie
ad uno con polvere di nero di seppia,
passando da una crema fatta con una riduzione di panna e basmati
che finiva per essere l'ingrediente principale di uno strano piatto a base
di caffè solubile e ricci di mare freschi.
Accostamento azzardato?
Non a quanto dice Cracco che lo propone al suo ristorante..
E' stato davvero interessante,
forse pochi gli spunti per una "normale" cucina casalinga
ma vedere all'opera un grande chef dal vivo è stato davvero un'esperienza unica!
E ricordate, se volete fare i fighi usate il riso!
E lo scalogno, of course!!

 






mercoledì 16 gennaio 2013

Giovanni Bellini. Dall'icona alla storia

 Spesso definire "mostra" una piccola esposizione di quadri, rischia di deludere il visitatore. 
E non lo dico per la qualità delle opere in mostra, perchè nessuno mette in dubbio la bellezza delle opere di Giovanni Bellini.


Però varcata la soglia del museo mi aspettavo qualcosa di più. Decisamente qualcosa di più.
Fortuna che il Museo Poldi Pezzoli è uno dei gioielli di Milano che vale sempre una visita.
Varcata la soglia dell'ingresso lo sguardo è subito rapito dalla straordinaria Sala delle Armi
nata dalla passione di Gian Giacomo Poldi Pezzoli.


Concepita in stile neo gotico è stato il primo ambiente ad essere allestito nella casa museo ma oggi, distrutta durante la guerra dai bombardamenti nazisti, si presenta col nuovo allestimento realizzato nel 2000 da Arnaldo Pomodoro che, se possibile, ha reso questa sala ancora più bella.
Usciti da questa sala uno splendido scalone vi condurrà al primo piano del palazzo
dove accanto alle collezione del fondatore numerose collezioni che hanno fatto di questa casa museo una splendida vetrina del collezionismo milanese.











venerdì 11 gennaio 2013

La Regina: ritratti di un monarca

Una mostra, un'occasione per ripercorrere la storia della regina,
di Elisabetta II,
attraverso una serie di ritratti eseguiti da alcuni dei più famosi artisti contemporanei
a partire da Cecil Beaton e Pietro Annigoni fino ad arrivare a Lucian Freud
passando per Andy Wharol.

La Regina ritratta da Beaton nel giorno della sua incoronazione
Lucian Freud
Annie Liebovitz
La mostra si svolge nella splendida cornice del castello di Windsor fino al 9 giugno 2013,
un edificio così splendido e così ricco di storia che sarebbe già un motivo per recarsi 
fino alla contea del Berkshire,
ricordandosi, giusto per avere un'idea della sua importanza, che è il più grande castello abitato del mondo e che è quello abitato da più tempo (la prima pietra è stata posata nel 1066 all'epoca di Guglielmo il Conquistatore). Questo ne fa, ovviamente, una delle residenze ufficiali della monarchia inglese, 
insieme a Buckingham Palace e Holyrood Palace a Edimburgo.
E dato che la regina ama molto questo palazzo e vi trascorre molti weekend all'anno,
se foste molto fortunati potreste anche incontrarla...
per me sarebbe un vero sogno!



Vi lascio anche la pianta del complesso del Castello di Windsor
nel caso vi fosse venuta voglia di cominciare a pianificare una visita!

venerdì 30 novembre 2012

Da Pinocchio a Harry Potter. La Salani compie 150 anni.






 
"Quanto ci hanno influenzato i romanzi della «Biblioteca dei miei ragazzi»? [...] Credo che per molti di noi sia stata all'origine della formazione del nostro immaginario".
Umberto Eco , L'Espresso, 13 novembre 1988

 

Dopo la splendida mostra su Bramantino, il Comune di Milano ci regala (l’ingresso è anche questa volta gratuito) un’altra mostra imperdibile che attraverso l’esposizione di 300 opere grafiche ci consente di fare un viaggio immaginario nella storia della casa editrice Salani e contemporaneamente nella storia culturale del nostro paese perché fondata ad un anno dall’unità d’Italia.
Nata come tipografia nel 1862, la casa editrice Salani è riuscita a far scoprire a tutti i suoi piccoli, ma non solo, lettori l’incredibile fascino di mondi letterari illustrati dai maggiori disegnatori italiani ed europei partendo da Carlo Chiostri ed Ezio Anichini, fino ad arrivare ad artisti contemporanei come Quentin Blake, Emanuele Luzzati, Mimmo Paladino, Tullio Pericoli, Sergio Staino e Altan. Grazie a questi artisti straordinari affiancati dalle parole di altrettanto straordinari scrittori, la Salani ci ha fatto sognare lasciandoci immergere in mondi immaginari ma non solo, portando nel nostro paese letterature e libri di tutto il mondo. Valga questo esempio per tutti: Salani fu tra i primi a pubblicare nel nostro paese i fumetti Disney.


La mostra si snoda tra la Sala Viscontea dove la storia della casa editrice Salani è articolata in tre sezioni partendo dagli esordi del fondatore Adriano Salani fino ad arrivare al successo mondiale della saga di Harry Potter, focalizzandosi però soprattutto sull’evoluzione della moda letteraria partendo dagli anni Venti fino ad arrivare agli anni Ottanta e la Sala dei Pilastri che ospita l’area didattica per i bambini che possono frequentare laboratori (il calendario lo trovate su www.salani.it) e incontrare gli autori della Salani durante tutto il periodo della mostra. A completamento dell’esposizione è stato realizzato anche un temporary book shop gestito dalla Libreria dei Ragazzi di Roberto Denti.

 



Un’occasione dunque straordinaria e irripetibile per sognare ad occhi aperti immaginando mondi fantastici, dimenticando fuori dalle sale del museo, almeno per poche ore, la frenesia del Natale che spesso ci soffoca invece che farci sognare.